کتاب بگذار دنیای بزرگ بچرخد

اثر کالم مک کان از انتشارات ترانه - مترجم: زهرا حسینیان-برندگان جوایز ادبی

کلر دستانش را با کناره‌ی پیراهنش خشک می‌کند و نمی‌داند کجا باید بنشیند. باید مستقیم از میان آن‌ها عبور کند و روی مبل بنشیند؟ اما شاید این حرکت کمی توی ذوق بزند، درست کنار مارسیا بنشیند که همه‌ی نگاه‌ها به سوی اوست... ؛


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معرفی کتاب بگذار دنیای بزرگ بچرخد از نگاه کاربران
Further update:
Apparently there is an ongoing audience for this review, based on recent comments, and I might have hurt their reading pleasure @cuz@ I didnt indicate there were SPOILERS!! Heck, I was just trying to save folks some precious reading time; doubt reading this will affect your like or dislike of the book. But watch for the WARNINGS.


UPDATE.
After some colleagues urged me to try it again, I plowed on, finished it, and am willing to move it up to 3 stars. Well written, but still too disjointed, hopping from one unfinished vignette to another, the connections being too loose or too forced for me to enjoy. The characters were too one-dimensional.

(SPOILER ALERT, avert your eyes until the end of the paragraph!!)

The ending seemed pretty lame to me as well--the slacker brother becomes a rich software mogul married to the avant-garde artiste whose former husband (and whatever happened to him? he could have become a junkie male hooker and become a part of the cast of that story, or maybe found God and took up where Corrigan left off, ministering to the hookers...) caused the wreck that led to the death of the too good to be true priest and the junkie hooker, who is redeemed by having a decent daughter, thanks to the efforts of the smart and sensitive but downtrodden black lady who was part of the informal support group of moms whod lost sons in Vietnam, one of whose members was the Park Avenue wife of the judge who sentenced the hooker grandmother to jail...

(OK to start reading again) ...blah blah blah.

My friends cried at the end. I was sad I hadnt spent time on a better book.



(The Old)
Another critically acclaimed work of @literate@ fiction that Ive left unfinished. I couldnt even get through the first of the sub-stories, that of the devoted-to-celibacy, -poverty, etc. Irish monk living in squalor among the drug addicts/prostitutes of Harlem, as narrated by his slacker brother. Their characters as boys interested me, but the story of life in Harlem just dragged on, and eventually I got bored. Never got to the other stories and their connections to the first.

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Sono così dispiaciuta di aver finito di leggerlo, che lunico modo per goderne ancora è consigliarlo a tutti.

Premessa: molto spesso le mie letture provengono dalla biblioteca. Purtroppo la mia fame “letteraria” non va di pari passo con le mie entrate. Così, i libri che invece decido di acquistare sono il frutto di un lungo corteggiamento, che passa attraverso le recensioni, sguardi fugaci attraverso le vetrine della libreria, ricerca di note sullautore. A volte prendo delle cantonate incredibili, a volte no. A volte come in questo caso, raggiungo lapoteosi del mio “baratto figurato”. Immagino i soldi che consegno direttamente nelle mani dellautore, e corrispettivamente immagino lautore che mi fa scivolare nella mano un pugno di emozioni che entrano nel mio animo. Allora la beatitudine mi si stampa in viso, e passo i giorni dopo aver chiuso il libro a rigirarmelo tra le mani, come un innamorato maneggia fino a consumarla, la prima lettera damore ricevuta.

Cè chi con la carta fa origami a forma di gru. Se vengono bene puoi tenerle nella mano e stanno in piedi da sole. Cè chi con le parole fa origami a forma di storie. Se vengono bene ti attraversano il cuore, senza bisogno di chiederti la chiave.
E questo romanzo è pieno di origami. È pieno di storie palpitanti.
Un equilibrista le guarda dallalto e le congela in unistantanea a colori. Noi non facciamo altro che leggere il puzzle che compone quella foto.
Storie e vite in bilico come il funambolo che le contempla senza vederle.. in bilico tra presente e futuro, tra dolore ed espiazione, tra errori atavici e salvezza, tra disperazione e riscatto, tra amore sudicio e amore immacolato. Ma alla fine del libro, proprio allultimissima pagina la consapevolezza è una sola.. che cè una fede che a volte non sappiamo di avere, ed è una fede connaturata alla nostra stessa esistenza, che cammina sempre sopra una corda tesa sul nulla, e sulla fune siamo in perfetta solitudine, noi e la nostra fede in qualcosa. E chi se ne frega dei nostri buoni propositi, delle nostre intenzioni, possiamo sempre cadere da un momento allaltro, ma possiamo anche arrivare alla fine del filo; e se ci arriviamo, chi ci tende la mano è proprio lei, la fede, la meta, lamore, lamicizia, la serenità, tutte facce di una stessa medaglia.
Una piccola medaglia, quasi una monetina da 5 centesimi, che possiamo deporre sulla linea dellorizzonte durante il tramonto, e accorgerci che ha la stessa forma del Sole.

Una frase per tutte: @Cè chi pensa che lamore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po sa che muta con il passare dei giorni, e secondo lenergia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, sin dallinizio.@ (Pag.395)

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I really wanted to love this book after hearing so much praise for it, but at best, I liked it. I was into it right away and then I didnt even want to pick it up for a solid week...overall I liked it but there were a couple stories I really struggled through, and those same ones were the characters I struggled to like or connect with at all, in particular, Tillie. While the book was fiction, I had no idea that the tightrope walker incident was a true event.

I was pleased with the book for the most part but there was definitely a struggle for me to eventually arrive there. Even with a mixed reaction to the story, I can undoubtedly say, Colum McCann has a way with words. His writing was so simple yet eloquent. If I were a writer, this is the type of writing Id aspire to create. And as a reader, it was very enjoyable. Just simple but impactful:

@The simple things come back to us. They rest for a moment by our ribcages then suddenly reach in and twist our hearts a notch backward.@

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A superb writer. Have read at least a couple of his others, but this is the best so far. 10 stars. This is the best book I have read in years. Brilliant. I want to go back and immediately re-read it. The pure celebration of us all. Our stories. There are so many individual stories in the world. Meaningless and full of meaning, all at once. Now to go back and re read it, to savour it more slowly, to study the craftsmanship, the carved swirls, the sleek lines, the artistry at the back as well as the front.

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«Tutti chiusero gli occhi nellattimo esatto in cui sparì, altri giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì»

Non è stata una lettura semplice, e il perché lho compreso solo dopo averlo finito, e neanche subito. Mi sono lasciata ingannare da frasi e commenti letti qua e là, dallidea, a mio avviso completamente sbagliata, che anche questo di Colum McCann, fosse lennesimo tentativo di romanzo in racconti.
Solo alla fine ho compreso che «Questo bacio vada al mondo intero» è un romanzo tutto intero, e che la continua ricerca da parte mia di un centro che non era il centro, o il punto di fuga scelto da McCann, mi aveva fatto osservare il romanzo dal punto di vista sbagliato.
Sia chiaro, McCann ce la mette tutta per spiazzare il lettore, per confonderlo, sballottandolo da una parte allaltra del mondo e di New York in una continua concatenazione e simultaneità di eventi, di flashback improvvisi, di eventi che sembrano essere completamente scollegati gli uni dagli altri, di storie che appaiono inizialmente solo essere schegge di vita impazzite, ma che invece hanno tutte un senso, un legame, che seguono tutte uno stesso disegno unitario, hanno tutte un filo che le lega: ma non è il filo al quale state pensando, non vi lasciate ingannare.

E così, fedele a quella teoria secondo la quale «il battito dali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas», McCann nasconde il centro del romanzo al lettore e lo porta a scoprirlo lentamente, attraverso le vite scombinate di Corrigan, uno strano monaco di strada che ha lasciato Dublino per seguire la sua vocazione e metterla al servizio delle prostitute e degli anziani diseredati del Bronx, a quella di suo fratello che lo raggiunge sin là, attraversando loceano per cercare anche lui il centro della propria vita, a quella di quattro donne che hanno perso in Vietnam i loro figli, a quelle di Laura e suo marito ex tossici e artisti che dopo una mostra dallesito fallimentare stanno tornando alla loro abitazione poco fuori città, a quella di uno scombinato gruppetto di programmatori che dalla lontana California, nel pieno della notte, chiama una cabina di New York per sapere se è proprio vero quello che si dice, che proprio in quel momento, il 7 agosto del 1974, cè un uomo che cammina su un cavo di acciaio sospeso tra le due Torri Gemelle a oltre cento metri di altezza dal suolo.
È Philippe Petit, ci racconterà la storia, quella vera (e a chi non lavesse ancora visto consiglio la visione dello splendido documentario «Man on wire» ) ma per McCann è solo unaltra vita che intreccia la sua a quelle dei suoi personaggi, luomo sul filo, un artista, un acrobata, luomo che per una decina di minuti camminerà, ballerà, si stenderà su quel cavo di acciaio lasciando New York a testa in su a sognare e a palpitare, a indignarsi e ad applaudire. Anche lui è dentro la storia, luomo sul filo, anzi è dentro e sopra la storia, ne è parte integrante e osservatore inconsapevole che balla su New York e sul mondo, proprio su quel mondo che sotto di lui «gira in vortici infiniti».




È questo il mondo di McCann, i suoi vortici infiniti, le sue storie che esplodono come in un big bang improvviso, come palle di un biliardo a inizio partita che schizzano in tutte le direzioni, sbattendo luna contro laltra, determinando luna il destino dellaltra, per dare vita al suo romanzo, un romanzo vero, in tutti i sensi.
Eppure non mi ha convinta fino in fondo, e a non convincermi, mi accorgo, non è stata tanto la fatica di aspettare che tutti i pezzi combaciassero tra loro, di cercare di trovare il nesso tra storie e personaggi, oppure la presunta mancanza di unitarietà della storia, il cercare di trovare, alla fine, il famoso centro di cui scrivevo allinizio (e che non rivelerò, a ciascuno la propria fatica e niente spoiler), quanto piuttosto uno stile altalenante e disomogeneo, che alterna parti bellissime, come le prime quaranta cinquanta pagine, ad altre che invece, secondo me, sono più deboli e che non riescono a mantenere alta lattenzione, o a creare lattesa e il desiderio di proseguire nella lettura; per poi infine tornare, a circa centocinquanta pagine dalla fine, al livello iniziale.
È bello, sì, ma non tutto, il piacere della lettura non è costante, come costante non è la bellezza dello stile di scrittura, ma è proprio come a quel mondo tutto intero, bello e brutto, e che gira in vortici infiniti, al quale McCann manda comunque un bacio: un mondo che troppo spesso fatica a restare in equilibrio e in cui ogni vita lotta incessantemente per non cadere nel vuoto, al punto da non riuscire ad alzare gli occhi per sorridere alla vista di un uomo che cammina sul filo, o a riconoscerne la bellezza. Se non da lassù, dove tutto è silenzio, e vento.

(Ecco ce lho fatta, pensavo non sarei più riuscita a scriverlo questo commento!)

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